Partnership con Mercy Ships per combattere le malattie in Guinea

A Rotary team boards the Africa Mercy, a 500-foot floating hospital, to provide a stream of care and compassion to ports of call.
Referenze foto Mercy Ships

Una squadra di professionisti del settore sanitario si è recata all'ospedale Donka a Conakry, Guinea, a marzo dove ha potuto vedere distesi sul terreno oltre una dozzina di grosse macchie verdastre. Agli occhi dei membri del gruppo degli Stati Uniti erano sembrate parti di un'installazione artistica; ma in effetti erano camici opedalieri e teli chirurgici messi a stendere ad asciugare. Si tratta di un vivido esempio dell'obiettivo della squadra, ossia abbassare i tassi di mortalità causati da procedure non sterili.

Questa squadra di formazione professionale della Fondazione Rotary è stata la prima ad operare in base alla partnership del Rotary la Mercy Ships, un'organizzazione non profit. Il Distretto Rotary 7690 del North Carolina, ha sponsorizzato la squadra con una sovvenzione predefinita che fa parte del nuovo modello di sovvenzioni Rotary lanciato in tutto il mondo il 1° luglio scorso. Cinque membri della squadra hanno il compito di addestrare i professionisti sanitari della Guinea presso i due ospedali nazionali.

Africa Mercy, la nave ospedale di 152 metri, è ancorata a Conakry per una missione medica della durata di 10 mesi. Il personale della nave e gli esperti in visita svolgeranno una serie di attività, come la creazione di ambulatori medici e dentistici, lo svolgimento di screening sanitari, interventi chirurgici a bordo e opere di assistenza sanitaria in tutto il Paese.

“Mercy Ships si sforza di trovare modi per continuare ad aiutare i medici e professionisti sanitari del posto anche dopo la partenza della nave", ha spiegato Michelle Bullington, che ha dato consigli alla squadra. "Il miglioramento delle tecniche di sterilizzazione avrà un impatto sostenibile".

Rick Snider, ex governatore del Distretto 7690, ha lavorato su una nave Mercy Ships per cinque anni insieme alla moglie Linda e ha coordinato il progetto della Guinea. Rick ha reclutato l'assistente del governatore Jenny Braswell come team leader. Jenny è una ex funzionaria in pensione del settore sanitario pubblico e si è offerta volontaria per numerosi progetti del Rotary nelle zone rurali del Nicaragua e della Giamaica. Suo marito, Sherrill, medico, è stato il primo ad essere reclutato dalla Braswell per la squadra della Guinea. Jenny ha anche reclutato personalmente il resto della squadra tra ex colleghi del North Carolina.

In Guinea, il lavoro del gruppo è iniziato con un tour del secolare Ignace Deen Hospital. Le bende erano messe ad asciugare al sole sulle ringhiere per poter essere riutilizzate. I tavoli erano privi di fogli di carta sterile e le unità mediche erano quasi prive di forniture e attrezzatura, come gli autoclavi e i cestini per i rifiuti. Medici e infermieri dovevano procurarsi i propri guanti di gomma, mascherine e camici sterili. La candeggina per uccidere i germi è raramente disponibile.

Nei reparti puliti alla buona, i familiari dei pazienti dormono sotto i letti e fungono da principali assistenti. Il cibo è riposto sul pavimento, dove è accessibile a parassiti, mosche e zanzare che entrano liberamente nelle stanze dove le porte sono tenute aperte per fare circolare l'aria.

La squadra ha visitato anche l'ospedale Donka dove i bagni sono lavati con acqua di un secchio e dove le interruzioni della corrente elettrica sono comuni. "I membri del personale toccano i pazienti senza guanti, passando da un paziente all'altro senza lavarsi le mani. Molte ferite non vengono nemmeno fasciate, si vedono mosche e scarafaggi, acque di scarico che scorrono all'aperto e la mancanza di barriere sterili", ha raccontato Sherrill Braswell aggiungendo un'osservazione che ripete così spesso al punto da sembrare uno slogan della campagna: "Fanno del loro meglio con quello che hanno".

Per una settimana, il team ha tenuto corsi di formazione per ridurre le infezioni; tra gli argomenti trattati l'uso di guanti chirurgici, maschere e camici ; disinfestazione di ratti e zanzare; disinfezione con candeggina; monitoraggio delle malattie infettive e lavaggio delle mani.

“Il cinquanta per cento delle infezioni ospedaliere potrebbe essere prevenuta con il lavaggio delle mani ", ha spiegato Lyon. La mancanze di nozioni basilari diventa ben presto evidente. Esiste un grave equivoco per quanto riguarda il disinfettante per le mani; ossia che esso contribuisce ad attrarre i germi alle mani. "È importante chiarire che il prodotto disinfettante per le mani uccide i batteri"; soprattutto in un luogo dove l'acqua corrente è inaffidabile, ha affermato Jenny Braswell. L'argomento sul trattamento delle ferite ha chiarito la necessità di curare immediatamente le ferite per evitare infezioni invece di aspettare la comparsa dei sintomi.

La direttrice di Donka, Hadja Fatou Sikhé Camara, ha dichiarato che il suo ospedale vuole ridurre le infezioni "ma mancano attrezzature e forniture mediche. Siamo pronti a fare quello che occorre fare, ma come Paese sottosviluppato, ci mancano i mezzi".

Quando Sherrill Braswell chiede che cosa serve per ridurre le infezioni, la risposta è lunga: più autoclavi, antibiotici, vaccini, zanzariere e guanti di gomma, e inoltrecomputer per l'analisi del sangue e un serbatoio d'acqua per avere acqua corrente. Delle sei sale operatorie, solo i nuovi reparti di maternità hanno l'UVGI (irradiazione ultravioletta germicida), che è un metodo di sterilizzazione standard.

La squadra ha affermato che anche piccoli cambiamenti possono avere un grande impatto. "Se pazienti e operatori sanitari potessero semplicemente lavarsi le mani e se potessero appendere i teli chirurgici invece di asciugarli per terra, il miglioramento sarebbe significativo", secondo Jenny Braswell.

Ma la mancanza di forniture e attrezzature non può essere ignorata, ha continuato a dire. La fornitura di saponette e l'implementazione di autoclavi a energia solare per la sterilizzazione degli strumenti chirurgici aiuterebbe tanto.

Una volta ritornata in patria nel North Carolina, la squadra ha continuato ad impegnarsi per la raccolta dei materiali necessari agli ospedali". Gli operatori ospedalieri sono in grado di fare il lavoro" ha detto la Braswell, "ma hanno bisogno di forniture".

Per la versione integrale, fare riferimento all'edizione di novembre 2013 della rivista The Rotarian

28-Oct-2013
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