Lotta all'AIDS attraverso l'impegno dei Rotariani
A cura di Marion Bunch
Rotary News -- 3 dicembre 2012
Marion Bunch, fondatrice e CEO dell'associazione
Rotarians For Family Health and AIDS Prevention, passa un po' di tempo con alcuni bambini durante una missione medica a Nairobi, Kenya.
Foto per gentile concessione di Bunch
La Giornata Mondiale dell'AIDS il 1º dicembre ha un significato particolare per me. Io ho perso il mio secondo figlio, Jerry, a causa dell'AIDS, durante l'epidemia dell'AIDS negli Stati Uniti (1994).
All'epoca, la malattia era stigmatizzante, e mi sentivo molto sola, non ero in grado di discutere la malattia di Jerry con nessuno fuori dalla mia famiglia. Non ho mai pensato di poter fare qualcosa, fino al giorno in cui, tre anni dopo la sua morte, non l'ho quasi sentito dirmi all'orecchio: “mamma, alzati e datti da fare, tu non hai ancora fatto niente, e sono passati tre anni”.
Si è trattato di un momento che ha cambiato completamente il corso della mia vita.
Nel 1998, ho fatto il primo passo per un progetto nel mio Rotary Club. Il fatto che il nostro presidente di club abbia detto di sì alla mia idea mi ha resa una Rotariana appassionata per il resto della vita! Sin dall'inizio, mi sono resa conto che trovare organizzazioni partner nel campo dell'HIV/AIDS sarebbe stato importante, visto che i Rotariani NON sono esperti di AIDS. Ho creato un programma di partnership con un'organizzazione locale per l'AIDS, e insieme, possiamo offrire educazione sull'AIDS alle scuole medie della Georgia. Questo programma adesso viene visto da ben 450.000 studenti!
Il mio interesse mi ha portata in Africa nel 2001, dove mi sono resa immediatamente conto delle enormi disparità tra l'America e il mondo in via di sviluppo. Ho visto l'enormità e la sporcizia delle barraccopoli in posti come Nairobi, Kenya. E ho capito che oltre 20 milioni di orfani vivevano in queste condizioni a causa della morte dei genitori a causa dell'AIDS. Gli orfani non hanno niente da mangiare, e sono spesso allontanati dalle loro comunità, e sono costretti a lasciare la scuola a causa di mancanza di fonti per pagare la tuizione o le uniformi.
Sono stata sorpresa dall'accoglienza in Africa da parte dei Rotariani del posto, che erano gradi di dare il benvenuto ad una donna Rotariana americana, interessata ad impegnarsi per questa causa. Quello era l'anno 2001. In seguito, ho creato un Gruppo d'azione rotariana, che è stato riconosciuto dal Consiglio centrale del RI nel 2004 -- Rotarians For Fighting AIDS (RFFA). È stato molto gratificante incontrare migliaia di Rotariani nel mondo, interessati a fare qualcosa per questa malattia!
Oggi, mi guardo indietro e penso all'incredibile viaggio intrapreso da allora. Ho ottenuto idee da esperti della salute pubblica, e ho incontrato gente che sono certa che Dio ha messo sulla mia strada perché non avevo la conoscenza, o il buon senso, di sapere che avrei dovuto incontrarli!. Ho ottenuto molti mentori, in tutto il mondo, per questa causa. Ed ho capito che il concetto di ‘partnership’ era il modo giusto per poter aiutare i bambini e le loro famiglie. Non possiamo fare tutto da soli, ma dobbiamo lavorare insieme per ottenere davvero dei risultati.
Il gruppo d'azione (che adesso si chiama Rotarians For Family Health and AIDS Prevention) è al suo terzo anno di un grande evento sanitario in Africa, che si svolgerà a maggio 2013. Offriremo servizi sanitari gratuiti di ogni tipo (dall'esame per la sieropositivà all'HIV all'immunizzazione contro la polio, agli esami di tubercolosi e malaria, ecc.) a 200.000 bambini e famiglie in 400 sedi diverse, in tre Paesi, durante un evento di tre giorni, condoto da Rotariani di 365 club. Il gruppo d'azione ha ottenuto partnership con la Coca-Cola Africa Foundation, i CDC degli Stati Uniti e almeno 100 organizzazioni non governative che si occupano di opere mediche, oltre alla Delta Airlines e al Ministero della Sanità in ognuno dei Paesi interessati. Incredibile, vero?
Io non sono decisamente un genio e ho affrontato diverse sfide nel mio tragitto. Ma non ho mai perso la mia passione, perché ricordo tutte le sfide che mio figlio ha dovuto affrontare quando era vito. E questo sprona me, come qualsiasi altra madre. La cosa più imoprtante è che sono stata in grado di realizzare queste opere grazie alla forza del marchio Rotary e al rispetto che questo riceve dappertutto. Sono orgogliosa di far parte di questa organizzazione!!
Più info sul gruppo d'azione rotariana Rotarians For Family Health and AIDS prevention