Rotary.org: Notizie - Filantropa indiana dona un altro milione di dollari al Rotary per l'eradicazione della polio

 Filantropa indiana dona un altro milione di dollari al Rotary per l'eradicazione della polio

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Rajashree Birla parla al Congresso RI 2012

R ajashree Birla, dell'Aditya Birla Group, ha dichiarato di voler donare un altro milione di dollari alla Fondazione Rotary per il suo impegno per l'eradicazione della polio. 

Birla, che risiede a Mumbai, ha annunciato la donazione l'8 maggio in occasione della cena dell'Arch C. Klumph Society, durante il Congresso RI 2012 a  Bangkok. I contributi di Birla alla campagna di eradicazione della polio della Fondazione, incluso l'ultimo contributo, equivalgono a 6,2 milioni di dollari.

Il marito defunto della Signora Birla, Aditya, ha consentito all'Aditya Birla Group di essere enumerata tra le società che fanno parte della lista Fortune 500, e tra le più grandi in India. Oggi, il loro figlio, Kumar Mangalam, è il CEO e Birla ricopre l'incarico di Direttore generale. 

“La presenza della signora Birla al congresso, non solo per la parte del suo programma, ma per tutta la durata del congresso, ha dimostrato il grande rispetto che lei ha per il Rotary. Lei rappresenta magnanimità, dignità, compassione e benevolenza d'animo personificate”, ha affermato il Presidente RI Kalyan Banerjee. 

Il Presidente emerito del RI, Rajendra K. Saboo, ha aggiunto che le azioni di Birla rappresentano la vera bontà d'animo. “Lei non è solo una filantropa generosa, ma si impegna a chiedere finanziamenti da altri donatori, per aiutare i bisognosi, per portare le gocce salvavita nelle bocche dei bambini. Ed è questo a renderla una 'eroina dell'umanità' ”, sempre secondo Saboo. 

“Aditya Birla era tra i più grandi industriali e filantropi dell'India”, ha dichiarato il Presidente degli Amministratori della Fondazione Rotary, William B. Boyd, nel presentare Rajashree Birla al congresso. “La sua vedova ha continuato la sua opera attraverso la fondazione della famiglia, introducendo iniziative per l'istruzione e l'assistenza sanitaria, che migliorano la vita alle popolazioni meno abbienti nelle aree rurali dell'India. La famiglia Birla è grande sostenitrice della campagna End Polio Now ed ha contribuito generosamente al Fondo per la Sfida da 200 milioni del Rotary”. 

Il contributo di Birla alla Fondazione arriva durante un anno importantissimo per l'India nell'ambito dei suoi sforzi nell'essere un Paese libero dalla polio. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rimosso l'India dall'elenco dei Paesi polio-endemici, a febbraio, dopo un anno in cui il Paese non aveva registrato nessun caso di polio, a partire da gennaio 2011. Per poter ricevere la certificazione ufficiale di Paese libero dalla polio, l'India deve arrivare a febbraio 2014 senza rilevare nessun altro caso di polio. Il supporto continuo è necessario per assicurare all'India e agli altri Paesi che rimangono polio-endemici di interrompere la trasmissione della malattia (Afghanistan, Nigeria e Pakistan). 

Birla, che ha parlato al Congresso il 7 maggio, ha dichiarato: “In base al successo dell'iniziativa del Rotary in India, con l'assistenza del Ministero della Sanità dell'India e di istituzioni quali OMS, UNICEF , CDC e la Gates Foundation , ci stiamo avvicinando sempre più al giorno in cui possiamo immaginare l'eliminazione della polio anche negli altri tre Paesi in cui la malattia è, purtroppo, ancora presente. Io ritengo un dovere nei nostri confronti e nei confronti dell'umanità assicurare che anche in questi tre Paesi la polio diventi una malattia del passato”.  

Birla, socia onoraria dei Rotary club di Bombay e Mulund, ha anche riaffermato il bisogno della responsabilità del mondo degli affari e del servizio comunitario. La sua campagna Giving to Living incoraggia le aziende a “fare delle donazioni una parte del proprio DNA” .

“Quando un'azienda fa leva sulle proprie energie ed aiuta a risolvere problemi del settore sociale, grazie al suo impegno, essa stimola indirettamente anche lo sviluppo aziendale", secondo Birla, che ha aggiunto: “si ottiene tanto quando i leader aziendali fanno della filantropia una passione, e quando dichiarano che è un dovere fare la differenza, facendo attenzione al prossimo nella propria comunità”.

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