Per affrontare sfide globali serve forza collettiva e altruismo, secondo la Premio Nobel liberiana
A cura di Ryan Hyland
Rotary International News – 5 maggio 2012
La Premio Nobel Leymah Gbowee parla ai borsisti della pace, Rotariani e alumni della Fondazione Rotary durante la sessione plenaria di chiusura del Simposio della pace del Rotary del 5 maggio.
Rotary Images/Monika Lozinska
La Premio Nobel Leymah Gbowee ha esortato borsisti della pace, Rotariani e alumni della Fondazione Rotary ad usare la loro forza collettiva e passione per rispondere alle sfide globali di oggi.
In occasione della sessione plenaria di chiusura del Simposio della pace del Rotary, la Gbowee ha condiviso la sua esperienza personale da vittima della guerra ad attivista della pace. “Il mio scopo qui consiste nell’ispirare dove c’è bisogno d’ispirazione, nell’incoraggiare dove serve incoraggiamento e nel passare all’azione laddove c’è inerzia”, ha spiegato la Gbowee.
Nel 2003, la Gbowee ha mobilitato le donne, andando oltre le barriere religiose ed etniche, per porre fine alla lunga e sanguinosa guerra in Liberia. Come fondatrice dell’associazione “Women for Peace”, lei ha guidato la protesta delle donne presso un mercato ittico dove hanno cantato e pregato; inoltre, hanno esortato le mogli dei leader delle fazioni in guerra a ricattare i loro mariti rifiutandosi di fare sesso fino a quando non avessero deposto le armi.
La campagna pacifista si è conclusa con l’elezione di Ellen Johnson Sirleaf come Presidente della Liberia, la prima donna ad essere eletta capo di Stato in Africa.
Servizio come mandato
La Gbowee ha descritto i suoi viaggi attraverso l’Africa per recarsi nelle comunità dove la brutalizzazione delle donne è una realtà comune.
“Mi aspettavo di trovare amarezza e odio; invece ho trovato forza”, ha dichiarato la Gbowee. “Hanno guardato oltre i dispiaceri della loro vita ed hanno trovato il coraggio e la volontà di ricostruire la loro vita e le loro comunità. Esse hanno realizzato che l’unione delle donne mirata all’azione non era una scelta ma bensì un modo di vivere”.
“Proprio come i Rotariani, queste donne vedono il servizio a favore dell’umanità come un mandato da svolgere”, ha aggiunto.
Il mondo non ha ancora ben chiaro il vero significato di servizio, secondo la Gbowee ed i Rotariani ed i borsisti della pace devono unire le loro forze per aiutare il mondo a capire che cosa si può ottenere col servizio. “Le sfide del mondo non possono essere risolte attraverso il pensiero individualistico. Queste sfide devono essere affontate da gruppi di individui che capiscono che la forza collettiva e l’altruismo è l’unica via da seguire”, ha spiegato. “A volte, le idee più pazzesche possono portare al cambiamento più impressionante”.
Lavorare per la pace
I borsisti della pace si sono alzati per dare un lungo applauso alla Gbowee. Yolanda Cowan, una borsista della pace 2003-2005 presso la Sciences Po di Parigi lavora in Liberia per l’UNICEF, e può testimoniare in prima persona l’impatto che la Gbowee ha avuto sulle donne del Paese.
“Lei è un mito ed una figura meravigliosa per la società liberiana”, ha spiegato Cowan. “Il suo messaggio oggi consisteva nel lottare con coraggio per quello in cui si crede. Lei ha dato forza a tante donne”.
All’inizio della sessione, il Presidente eletto del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Rotary, Wilfrid J. Wilkinson, aveva ringraziato i borsisti per il loro lavoro ed aveva elogiato il programma dei Centri della pace del Rotary, che quest’anno celebra il suo 10mo anniversario.
“Abbiamo aumentato di molto le risorse miranti all’edificazione della pace”, ha continuato a dire Wilkinson. “La fornitura di acqua pulita, cibo e istruzione a tutti i bambini permetterà di affrontare la causa della guerra alle sue radici. Con tutte le forze positive che stiamo creando, come si fa a non credere che la pace è possibile"?
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