Rotary.org: Notizie Presidente nella mente e nello spirito

 Presidente nella mente e nello spirito

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In alto: Kalyan Banerjee, Presidente RI 2011-12. In basso: Kalyan e Binota Banerjee visitano una scuola dell'India. Rotary Images/Alyce Henson

C erti giorni, passando davanti all'ufficio del Presidente al diciottesimo piano del palazzo del Rotary, a Evanston, è possibile intravedere Kalyan Banerjee seduto a un grande tavolo rotondo completamente sgombro, tranne per qualche foglio di carta su cui il presidente è intento a scrivere in bella calligrafia. Illuminato dalle enormi finestre che offrono una vista panoramica di Chicago, con il capo chino sui fogli, Banerjee ha la concentrazione di chi deve svolgere un compito urgente e singolare.

Banerjee si dedica al Rotary dal 1972, anno in cui è diventato socio di un piccolo club della città indiana di Vapi. Il giovane ingegnere chimico gettava proprio allora le basi di una piccola impresa per la produzione del fosforo rosso, un componente essenziale dei fertilizzanti. Sotto la sua guida la United Phosphorous Limited è diventata oggi la maggiore azienda chimica indiana specializzata in prodotti per l'agricoltura, e la città di Vapi, grazie anche all'opera svolta in collaborazione dai Rotary club locali, si è trasformata da un villaggio assonnato in uno dei principali centri industriali dello stato del Gujarat.

Nel giro di quarant'anni Banerjee è stato governatore distrettuale del Rotary, rappresentante del presidente internazionale, presidente di commissioni e task force, amministratore della Fondazione Rotary e membro del Consiglio centrale. Con la commissione internazionale PolioPlus, di cui ha fatto parte, ha sostenuto e incrementato le iniziative per l'eradicazione della polio in India.

Ora, quasi con sorpresa da parte sua, Banerjee è stato eletto 101° Presidente del Rotary International – il terzo presidente indiano.

Pubblicazioni preferite

Quest’oggi sul tavolo del suo ufficio, oltre ai fogli di appunti, c’è una copia dello spesso volume di Martin Meredith The Fate of Africa . Leggere per Banerjee è una passione a cui l’anno scorso ha potuto dedicarsi durante i viaggi fatti in tutto il mondo per prepararsi a subentrare al Presidente internazionale Ray Klinginsmith.

Nella sua ventiquattrore ben stagionata ci sono sempre almeno due libri, oltre alle sue due riviste preferite: Time , che Banerjee legge ogni settimana dal 1961, e l' Economist . “Mi piace leggere di persone che hanno avuto successo e che hanno contribuito alla crescita dei propri Paesi”, ha affermato, indicando che oggi la ventiquattrore contiene una biografia di Nelson Mandela.

Mentre parla Banerjee ha un aspetto rilassato, probabilmente grazie alla presenza di sua moglie Binota. Insieme i due coniugi descrivono la loro giornata tipica. Lo scorso anno la coppia ha trascorso metà delle giornate a Vapi, un terzo a Mumbai, dove ha sede la United Phosphorous, e il restante in viaggio per il Rotary. Ovunque si trovi nel mondo, Banerjee si sveglia verso le 5:30 e comincia la giornata con esercizi di yoga  – un fatto che spiega la scelta del tema annuale Conosci te stesso per abbracciare l’umanità.

“Faccio yoga tutte le mattine per mezz’ora o quarantacinque minuti. Quando siamo a Vapi di solito mi esercito con un Maestro di yoga che viene a casa mia: preferisco lavorare con lui piuttosto che da solo. Poi faccio una camminata o vado nella palestra aziendale che si trova a cinque minuti da casa nostra”. 

Interviene Binota: “Casa nostra è sempre aperta, e c’è un continuo viavai di ospiti. Ormai a colazione non apparecchio più per due persone ma per sei, perché tutti vogliono parlare con Kalyan e la mattina presto è il momento migliore. Lo stesso vale per la cena, quando aggiungo almeno altri due posti a tavola - e a volte non bastano”.

A sentire Binota, Kalyan spesso non ricorda chi ha invitato a cena: un difetto che lui conferma e che lei è pronta a perdonargli perché “è facile cucinare il chapati” – le deliziose focaccine indiane sempre presenti sulla loro tavola.  L'andarivieni di visitatori non si sfoltisce dopo cena ma continua anche sino a tardi, come spiega il presidente, “soprattutto adesso che trascorriamo pochi giorni a casa, e la gente viene da noi per parlare di idee, opinioni, iniziative e anche di problemi. Gestiamo insieme molti progetti rotariani, come scuole, collegi, ospedali, e c’è sempre molto da discutere: a proposito di insegnanti e allievi, di edifici, del futuro delle istituzioni. Le giornate sono piene”. 

Quando può Banerjee si concede un sonnellino pomeridiano seguito da una tazza di tè. Spiega: “Mi piace lavorare sino a notte tarda perché è il periodo in cui rendo di più. C’è più pace e riesco a concentrarmi meglio quando sono solo”.

Ma la possibilità di lavorare tardi la sera è sempre più rara nella casa di Vapi. Con cinque camere da letto e solo due inquilini, capita spesso che gli ospiti si fermino a dormire e per la prima colazione - soprattutto ora che i ragazzi Banerjee sono cresciuti e si sono trasferiti altrove con le proprie famiglie: il figlio in Australia e la figlia in Canada. I quattro nipotini visitano i nonni almeno due volte l’anno nonostante le distanze. 

Binota, infermiera e assistente sociale, racconta con una certa soddisfazione la nascita del secondo nipotino, a Toronto. Quando all’una di notte aveva accompagnato la figlia all’ospedale, sicura che avrebbe partorito di lì a poco, si era sentita contraddire dall’ostetrica di turno che aveva consigliato alle due signore di tornare a casa. L’ostetrica era appena uscita dalla stanza quando la giovane mamma fu presa dalle doglie. Binota sorride al ricordo: “Mezz’ora dopo il nostro arrivo all’ospedale mia figlia ha partorito. Mi conosco bene, e conosco bene la mia famiglia”.

In questa famiglia il Rotary ha acquistato un ruolo sempre più preminente. “I Rotariani sono le persone con cui noi ci sentiamo maggiormente in sintonia” spiega il presidente. Nonostante i quarant’anni di affiliazione rotariana, Banerjee ritiene di aver imparato molto sull’organizzazione nell’ultimo anno. “Ho imparato che il Rotary ha una struttura estremamente valida, a cui intendo appoggiarmi per il bene dell’organizzazione. L’efficacia di un club dipende dal suo presidente: un buon leader guida un buon club così come un leader indifferente è contagioso. Il mio compito di presidente sarà di assistere la leadership ispirando, motivando, aiutando i Rotariani in ciò che fanno per l’organizzazione”.

Guidare i propri pari 

Banerjee è lieto di poter collaborare con John Hewko, il nuovo Segretario generale del Rotary: “Ha una vastissima esperienza nel settore aziendale e non profit, e una forte preparazione internazionale che gli deriva dal contatto con diversi Paesi, culture, sistemi e metodi. È decisamente un leader orientato all’impresa, cosa di cui il Rotary ha molto bisogno sia per questioni di efficienza, sia per mantenersi al passo con i tempi. E tuttavia il Rotary è un’organizzazione dedita al servizio e all’amicizia: un fatto, questo, che non dobbiamo trascurare. Sarà dunque una sfida riuscire a integrare questi due aspetti: da una parte l’efficienza, i sistemi e i metodi di un’organizzazione snella e moderna, e dall’altra il fatto che il Rotary è una fusione universale di culture, Paesi, diversi modi di pensare e diverse prospettive”.

Per Banerjee la maggiore sfida per i presidenti del Rotary è l’invito che viene rivolto loro a guidare i propri pari. “Per pari intendo persone migliori, più competenti di noi nei loro specifici settori. Capita spesso di presentarsi a una riunione rotariana certi delle proprie convinzioni – e dopo aver ascoltato gli altri partecipanti, ci si accorge che anche loro hanno punti di vista altrettanto validi e si diventa disposti a cambiare. Questa esperienza rende più umili ma, al tempo stesso, ci si sente estremamente rispettati”.

Dato l’altissimo livello di chi opera nell’organizzazione, aggiunge Banerjee, al presidente spetta non tanto dirigere quanto indicare la direzione da prendere. Questa sua profonda comprensione del Rotary, dovuta alle sue origini nonché all’esperienza, è emersa durante il discorso di accettazione tenuto lo scorso anno al Congresso di Montréal. “Alcune zone dell’India esemplificano ancora un Paese in via di sviluppo”, ha spiegato Banerjee. “Ciò mi ha dato indubbiamente una prospettiva diversa sul servizio internazionale del Rotary. Ho visto l’impatto positivo lasciato anche dai nostri progetti più basilari. Ho visto con i miei occhi il lavoro fatto per l’alfabetizzazione, per la salute, contro la fame, per fornire acqua potabile – e ho visto il cambiamento che esso porta nella vita di ogni villaggio, di ogni famiglia, di ogni singolo individuo”.