Conosciamo meglio John Hewko
A cura di Joseph Derr
Rotary International News -- 25 gennaio 2011
L'avvocato John Hewko, che assumerà il ruolo di Segretario generale del RI il 1 ° luglio, parla ai partecipanti dell'Assemblea Internazionale 2011.
Rotary Images/Alyce Henson
I l Rotary International ha nominato l'avvocato, ed ex alto funzionario del governo degli Stati Uniti John Hewko come nuovo Segretario generale, a partire dal 1º luglio. RI News lo ha intervistato di recente per parlare del suo background e delle ragioni per cui ha accettato il nuovo incarico.
A pochi giorni dall'annuncio della Sua assunzione, Lei ha incontrato i dirigenti del Rotary in Ucraina ed ha parlato ai Governatori eletti radunati a San Diego per l'Assemblea Internazionale. Che cosa ha detto loro?
Ho spiegato loro quanto fossi onorato e felice di essere stato scelto come prossimo Segretario generale del Rotary. Ho anche espresso i motivi del mio interesse, assicurando loro che la mia priorità sarà di far sì che la Segreteria continui ad essere una risorsa efficace e utile per i club, consentendo loro di rafforzarsi e di poter realizzare meglio la missione del Rotary. Sono stato particolarmente commosso dal fatto che i primi Rotariani a cui mi sono rivolto dopo l'annuncio erano quelli dell'Ucraina, dove ero socio del Rotary club di Kiev nei primi anni novanta.
Quando ha sentito parlare per la prima volta del Rotary?
Mio padre è un Rotariano attivo da quasi 30 anni a Clarkston, Michigan, una piccola città a nord di Detroit. L'entusiasmo di mio padre per il Rotary e l'impatto che i progetti d'azione del suo club hanno avuto sulla comunità locale mi ha fatto apprezzare la bellezza del Rotary - un gruppo di persone che si riuniscono e cercano di fare del bene nell'ambito della loro comunità. Quando ritornavo a casa dei miei genitori quando abitavo all'estero, mio padre mi invitava al suo club per fare delle presentazioni. Sono sempre stato colpito dalla qualità dei soci e dalla loro passione e dedizione per l'organizzazione e i suoi principi.
Ci parli della tua esperienza con il Rotary a Kiev.
Quando ho lavorato in Ucraina negli anni novanta, il club di mio padre era uno degli sponsor del primo Rotary club di Kiev. Mio padre arrivò negli Stati Uniti dall'Ucraina dopo la Seconda Guerra mondiale e nutriva un forte interesse nel vedere il Rotary svilupparsi nel suo Paese d'origine. Grazie al suo impegno nell'aiutare ad avviare il club di Kiev, mi sono interessato allo sforzo fino ad avere avuto la fortuna di diventare socio fondatore del club.
Come mai Lei era interessata all'incarico di Segretario generale del RI?
Come ho detto durante il mio intervento all'Assemblea internazionale, in primo luogo, i due motti rotariani del "Servire al di sopra di ogni interesse personale" e di "Fare del bene nel mondo", la Prova delle quattro domande, l'attenzione per l'integrità e la promozione della buona volontà, pace e comprensione mondiale attraverso l'affiatamento di professionisti, imprenditori e leader della comunità - ecco, tutti questi elementi rientrano nelle idee e concetti in cui credo fermamente. Per me, più che un lavoro, questo incarico rappresenta una passione. In secondo luogo, non vi è nessuna organizzazione al mondo in grado di svolgere la missione prefissata. Certo, il coinvolgimento di mio padre nel Rotary ha suscitato in me un maggiore interesse. E poi, questo è un momento straordinario per entrare a far parte della famiglia del Rotary, con l'implementazione del Piano strategico del RI e del Piano di Visione futura della Fondazione Rotary. Infine, l'internazionalità del Rotary come organizzazione si abbina perfettamente alla mia esperienza professionale e personale.
Quali esperienze professionali hanno contribuito a prepararLa al Suo nuovo ruolo?
Ho avuto diverse esperienze: sono stato partner della Baker & McKenzie (B & M), uno dei maggiori studi legali del mondo, con oltre 3.000 avvocati in più di 60 uffici in tutto il mondo. B & M è un'organizzazione molto diversificata ed internazionale, con avvocati prevalentemente non americani. Proprio come il Rotary, deve sempre trovare un equilibrio nel mantenere standard e procedure globali e, allo stesso tempo, disporre di sufficiente autonomia a livello locale. Grazie al mio lavoro con B & M, ho trascorso molto tempo fuori dagli Stati Uniti - in Russia, Ucraina e Repubblica Ceca. Si è trattato di un periodo pieno di opportunità per la mia formazione professionale, che mi ha permesso di comprendere le operazioni di organizzazioni di grande portata, multinazionali e multiculturali, nonché le sfide che devono affrontare.
Una delle mie altre esperienze è stata presso la Millennium Challenge Corporation (MCC), un'agenzia governativa statunitense creata nel 2004 sotto la presidenza di George W. Bush per fornire assistenza allo sviluppo dei Paesi sottosviluppati del mondo. Ero responsabile del reparto più grande della MCC, ed ho supervisionato lo sviluppo e la mediazione di accordi di assistenza straniera per un totale di 6,3 miliardi di dollari con 18 Paesi, nel campo dei trasporti, acqua e igiene, sviluppo rurale, microfinanza, sanità, istruzione e altri progetti di sviluppo. Ho anche trascorso un periodo in gruppi di studio ed ho redatto dei documenti sui temi dello sviluppo internazionale. Queste esperienze, credo, mi hanno dato una particolare prospettiva sul mondo che mi permetterà di servire meglio il Rotary, la sua missione, e soprattutto, i soci di diversa appartenenza sociale.
Dove pensa si possa collocare l'operato del Rotary nell'ambito dello sviluppo dei Paesi del mondo?
Attualmente, esiste un forte dibattito sullo sviluppo globale sul modo migliore di assistere i poveri del mondo. Mi piacerebbe che il Rotary fosse al tavolo delle discussioni, assumendo un ruolo guida e dando un contributo significativo al dibattito. Vorrei che il Rotary riuscisse a stringere efficaci rapporti di collaborazione con altre fondazioni e partner strategici, al fine di sfruttare meglio le nostre risorse. A mio parere, uno dei principali obiettivi delle attività di sviluppo delle organizzazioni governative e non governative, dovrebbe essere di creare le condizioni per una crescita economica sostenibile, dietro la guida del settore privato. La somma di tutti gli aiuti ufficiali per lo sviluppo in tutto il mondo non è niente a confronto con le risorse disponibili nel settore privato. È questo il campo in cui il Rotary, con la sua enorme rete di leader del settore privato, può svolgere un ruolo di rilievo.
Qual è la più grande lezione dalla Sua esperienza nel campo dello sviluppo internazionale e, in particolare, come può essere applicata al Rotary International?
La sfida più grande è la sostenibilità. Il mondo è pieno di progetti umanitari e di sviluppo che alla fine hanno fallito perché non erano sostenibili. Mettere una pompa di acqua in un villaggio è solo metà della battaglia. È altresì importante fornire al villaggio l'addestramento e gli strumenti finanziari per gestire, riparare e mantenere la pompa donata e installata a carico dei donatori. Se un progetto non è sostenibile, se non è autosufficiente, senza il continuo sostegno finanziario o tecnico da parte di terzi, occorre proprio rivalutare il piano di assistenza. Vorrei esortare i Rotariani a guardare ad un potenziale progetto attraverso due lenti importanti: 1) Porterà alla crescita economica? e 2), è sostenibile?
Quali sono i maggiori punti di forza del Rotary?
Secondo me la più grande forza dell'organizzazione è il suo effettivo. Sono oltre 1,2 milioni i professionisti e gli imprenditori che fanno parte del Rotary in tutto il mondo, tutti con una certa influenza, con notevoli connessioni, e con profonde radici nelle loro comunità. Ci sono pochissime organizzazioni non governative nel mondo che posseggono un portata e una presenza globale di questo livello.