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 Borsista della pace racconta le sue esperienze

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Kelly Nicholls si unisce ai manifestanti durante una marcia per ricordare le vittime del conflitto in Colombia. Foto per gentile concessione di Kelly Nicholls

Ero in taxi per andare a testimoniare davanti al Congresso sulla situazione dei difensori dei diritti umani in Colombia, ed ero nervosissima.

Rivolgendomi al mio collega colombiano che era in taxi con me, gli ho chiesto se anche lui era nervoso, ma, da avvocato specializzato in diritti umani, esperto difensore delle vittime del conflitto in Colombia da quarantanni, lui mi ma risposto: “Quello che mi preoccupa è tornare in Colombia dopo aver testimoniato, non sapendo cosa succederà".

A quel punto, lui mi ricordò dell'impegno del mio incarico di Direttore esecutivo dell'Ufficio indipendente degli Stati Uniti sulla Colombia e di avvocato a Washington, D.C., in difesa degli addetti ai diritti umani. Tutte queste opportunità non sarebbero state possibili senza la borsa di studio della pace ricevuta nel 2005-07.

Ero appena tornata da un'esperienza nelle comunità indigene nell'Amazzonia dell'Ecuador e da Chiapas, Messico, ed ero interessata a promuovere la pace e la risoluzione dei conflitti, ma non sapevo da dove cominciare senza aver conseguito un master. Qualcuno mi parlò del programma dei Centri della pace del Rotary e, essendo australiana, ho contattato il  Rotary Club di Roseville Chase, in un sobborgo di Sydney, ed alcuni mesi dopo sono stata selezionata tra i cinquanta vincitori delle borse.

Il programma mi ha portata alla University of Bradford nel Regno Unito per studiare risoluzione dei conflitti internazionali, dove mi sono concentrata su mediazione e politica. Ho fatto amicizia con gli altri borsisti, due dei quali sono anche venuti alle mie nozze in Australia. Ho fatto ricerche sui diritti umani in America Latina e Africa, e sugli spostamenti interni di popolazioni, religione e risoluzione dei conflitti.

Ho avuto la fortuna di fare l'esperienza sul campo, requisito obbligatorio per i Borsisti della pace, con l'esperto indipendente dell'ONU sulle questioni delle minoranze etniche. Ho esaminato abusi dei diritti umani contro colombiani di origini africane, che sono colpiti dal conflitto in modo sproporzionato, in particolare a causa delle evacuazioni forzate.

Oggi, tre anni dopo aver conseguito il Master, incontro giovani donne che mi fanno vedere le foto delle loro nozze, ma la differenza è che i loro mariti sono morti, uccisi dalle forze armate e vestiti poi con abiti da guerriglieri per far sembrare che fossero stati uccisi in combattimento. Tra gennaio 2007 a luglio 2008, le forze armate hanno ucciso una persona al giorno.

Gli sforzi per destare l'attenzione internazionale hanno portato all'allontanamento di alcuni ufficiali e dirigenti. Grazie al mio incarico presso l'Ufficio inipendente degli Stati Uniti sulla Colombia, ho incontrato responsabili ufficiali dell'Amministrazione Obama e alcuni membri del Congresso americano per spronarli a fare pressione sui dirigenti colombiani per interrompere questi abusi di potere letali. Siamo riusciti a ridurre il numero di "esecuzioni extragiudiziare" e abbiamo anche aiutato a persuadere il governo del Paese a liberare le forze armate di oltre 50 ufficiali ribelli, e impostare un curriculum sui diritti umani in tutto l'esercito.

Svolgere il mio lavoro richiede impegno, ma anche una buona preparazione. Questo è quello che danno le borse della pace del Rotary. Sono riuscita a mettere in pratica molte cose apprese nei due anni a Bradford. Senza quella preparazione, non credo che avrei potuto avere i risultati ottenuti in un Paese con un conflitto talmente complesso.

Dopo aver testimoniato davanti al Congresso, il mio collega colombiano mi ha detto: “Ti rendi conto di quando è importante il lavoro che svolge la tua organizzazione, permettendo a tutti noi di aiutare le vittime colombiane?” In questo tipo di lavoro, è difficile misurare il proprio successo, e calcolare le cifre è irrilevante. Salvare una persona è lodevole.

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