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Intervista con il Presidente eletto Dong Kurn Lee


 
 

Il presidente eletto Dong Kurn Lee si è incontrato con Vince Aversano, redattore capo della rivista The Rotarian, per parlare dei suoi piani per l'anno del suo mandato. D.K. è il primo coreano ad essere eletto come presidente di RI. Date un'occhiata all'intervista e lettege l'articolo intero nel The Rotarian di marzo.

Presidente Lee, che cosa si augura di realizzare quest'anno durante il suo mandato?

In primo luogo intendo continuare nella lotta contro la polio, sia rispondendo alla sfida da parte della Fondazione Gates, che nella riduzione del numero di paese polioendemici. Mi impegnerò anche al fine di ridurre la mortalità infantile. Vorrei sensibilizzare ogni rotariano sulla terribile tragedia delle morti prevenibili di bambini. Ogni giorno muoiono 30.000 bambini sotto i cinque anni, la maggior parte a causa di malattie prevenibili come il morbillo, la malaria e la polmonite. Mi sembra importante rendere pubblico un disastro di queste dimensioni. Bisogna anche ricordare quello che siamo riusciti a fare insieme come rotariani. I bambini non muoiono più di vaiolo e presto avremo vinto anche contro la polio. Con la sovvenzione tramite cofinziamento della Fondazione Gates, abbiamo la possibilità di debellare completamente la poliomielite nei prossimi anni. Considero il lavoro di eradicazione della polio come parte chiave della missione sulla mortalità infantile.

Molti dei progetti su cui lavorano i rotariani, ad esempio nell'area di alfabetizzazione, acqua potabile, salute e lotta contro la fame, hanno già salvato ogni anno un numero elevato di bambini. Credo che focalizzando i nostri sforzi su questi tre rami dello stesso problema saremo in grado di abbassare in modo drammatico il numero delle vittime di mortalità infantile.

Quale immagine dovrebbe presentare il Rotary oggi? Dovrebbe esserci un'enfasi sui contatti tra professionisti o sui progetti umanitari?

Non credo si tratti di una scelta tra l'uno e l'altro. Il Rotary va visto nell'intero: questa è una organizzazione fondata da professionisti come rete di contatti tra gente di vari settori, e il servire è partito da tutto questo. Il servire gli altri è la nostra missione, ma ciò non significa che il ruolo di Rotary nel mondo degli affari si sia ridotto. I rotariani fanno parte del Rotary per fare del bene, ma riconoscono anche i tanti benefici della propria membership nei contatti tra professionisti di vari campi.

Come mai pensa che il programma di Scambio dei giovani sia importante?

Il programma aiuta i giovani a capire meglio il mondo. Per i giovani, particolarmente quelli che vivono con le famiglie ospitanti, è una esperienza unica, di immersione completa, che non si può dublicare. I risultati durano una vita ed i benefici ottenuti vanno ben oltre il solo individuo.

Quanod ero giovane, ho passato due anni in California. Ero uno studente ed ho anche lavorato da cameriere, a Fisherman’s Wharf, a San Francisco. Il tutto era molto diverso dal mio piccolo villaggio in Corea: le persone, i cibi, la lingua. L'esperienza ha cambiato completamente il mio modo in vedere il mondo, e ma ha reso quello che sono. Penso che sarei comunque entrato al Rotary, ma forse non comprendendolo nello stesso modo.  

Che cosa l'ha ispirata a scegliere Concretizza i sogni come tema annuale?

Uno dei motivi del mio entusiasmo per il Rotary è che si può fare molto di più insieme che non da soli. Il club può fare molto di più che non un socio, il distretto può fare di più che non il club e se si guarda al Rotary nel suo insieme, possiamo realizzare sogni ambiziosi. Non si cono individui e nemmeno governi, per quanto potenti, che avrebbero potuto fare quello che abbiamo realizzato noi nella lotta contro la polio. Quest'anno il mio sogno è che insieme riusciremo a salvare le vite dei bambini. E' questo il mio sogno: sapere che dei bambini sopravviveranno, cresceranno sani, avranno davanti un futuro migliore, potranno vedere realizzati i propri sogni.

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