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 Rotariani testimoni del caos in Haiti

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In alto: Haitiani a Port-au-Prince alcuni minuti dopo il terremoto. In basso: La squadra rotariana arriva a casa ad Houston, Texas, USA, quattro giorni dopo. Foto per gentile concessione di Michelle Bohreer

C ome presidente del Rotary Club di Houston, era il sogno di Michelle Bohreer di recarsi in Haiti e svolgere un progetto d'azione per migliorare la vita dei bambini del posto.

Il 12 gennaio scorso, appena dopo 45 minuti di quello che doveva essere un soggiorno di una settimana a Port-au-Prince per realizzare questo sogno tanto atteso, il sogno si era trasformato in incubo.

Bohreer e una squadra di cinque Rotariani di Houston erano diretti nella capitale di Haiti per implementare un progetto dell'acqua per un orfanotrofio quando un tremendo terremoto ha scosso la zona, causando un'immensa devastazione.  

"Alcuni minuti dopo il terremoto, migliaia di persone si erano riversati nelle strade correndo e gridando. Centinaia si aggiravano sanguinanti", racconta la Bohreer.

Il terremoto, il peggiore della regione in più di 200 anni, ha raso al suolo gran parte della capitale, uccidendo intorno a 200.000 persone e causando milioni di feriti. Al momento, è in atto una massiccia operazione di soccorso internazionale per portare alimenti, acqua e medicinali.

"Sono rimasta sconvolta da scene, suoni e odori che non dimenticherò mai", ha dichiarato una dei membri della squadra, Vicki Brentin, past presidente del club di Houston. "Ho stretto forte le mani di bambini terrorizzati e feriti e ho guardato profondamente negli occhi delle loro madri e dei loro padri che chiedevano aiuto. Tutto ciò mi ha lasciato una forte e indimenticabile emozione". 

Essendo impossibilitati a lasciare il Paese, i membri della squadra hanno speso quattro giorni a Port-au-Prince cercando di aiutare come meglio potevano. Tra le macerie di un ospedale crollato, essi hanno scavato tra i detriti e hanno trovato dei medicinali ancora buoni da distribuire a chi ne avesse bisogno. 

"Molti avevano riportato ferite troppo gravi e non curabili con i medicinali recuperati, ma il solo fatto di prendersi cura di loro in quel momento bastava a dare loro speranza. E ha dato a noi speranza", ha raccontato la Bohreer. "Non sono stata mai così orgogliosa di essere una Rotariana", ha continuato a dire. 

Il 15 gennaio, lei e i membri della sua squadra sono riusciti a prendere un volo charter per la Repubblica Dominicana e, da lì, un volo per Houston, dove sono arrivati sani e salvi il giorno dopo.

La Bohreer ha promesso che il suo club ritornerà in futuro per aiutare nella ricostruzione.

"Noi del Rotary abbiamo l'obbligo di prenderci cura delle persone che soffrono in condizioni difficili come queste", ha affermato.

Dalla tranquillità alla catastrofe

Il giorno dopo il terremoto, Caleb Lucien, socio del Rotary Club di Pignon, insieme ad altri nove Haitiani ha viaggiato 85 miglia a sud di Pignon per recarsi a Port-au-Prince per valutare i danni e aiutare le vittime.

"La città è completamente distrutta", ha dichiarato Lucien, coordinatore del Gruppo risorse Salute e Fame per il Distretto 7020 nei Caraibi. "Abbiamo viaggiato in macchina scorgendo centinaia e centinaia di cadaveri. La perdita di vite umane è incredibile"

Lucien ha speso 3.500 dollari di tasca propria per procurarsi acqua e cibo da distribuire alle vittime. Lui ha inoltre cercato di mettersi in contatto con quei Rotariani che abitavano nelle aree colptite ed ha aiutato a far evacuare più di 120 feriti.

"Non era il momento di stare lì a pensare o a farsi sopraffare dalle emozioni. Era il momento di agire", egli ha raccontato. "Sono dispiaciuto e addolorato ma dovevo andare avanti e concentrarmi a lavorare con altri Rotariani per dare una mano nei soccorsi".

Adesso lui si sta adoperando per portare mezzi di soccorso nelle aree flagellate dal sisma insieme alla Haiti Task Force del Distretto 7020, costituitasi due anni fa per amministrare aiuti finanziari al Paese.

"Il bisogno immediato per i prossimi due, sei mesi è quello di fornire alloggi, cibo e acqua potabile", secondo Lucien. "Nel lungo termine, mi auguro di vedere il Rotary impegnato nella ricostruzione delle infrastrutture come scuole, ospedali e chiese". 

Come aiutare


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