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 Il progetto 3 H riflette la luce del sapere in Brasile


 
 


La Sovvenzione 3 H ha consentito nel 2001 di introdurre in Brasile il metodo di apprendimento linguistico concentrato (CLE) e oggi, sempre grazie a essa, il tasso di alfabetizzazione tra le famiglie a basso reddito continua ad aumentare in tutto il Paese.

Con il supporto della Fondazione, i partner ospiti brasiliani nei distretti 4520, 4560 e 4760 e i partner internazionali nei distretti 6900 (Georgia, USA) e 7080 (Ontario, Canada) hanno sviluppato un progetto di 344.862 USD per la costituzione di un centro formativo CLE a Contagem, Minas Gerais.

Oggi, più di 1.900 insegnanti e altri esperti didattici hanno appreso il metodo grazie il quale oltre 72.600 persone hanno imparato a leggere e a scrivere. Il metodo CLE
consiste nell’insegnamento da testi e attività di gruppo piuttosto che dall’apprendimento mnemonico. Grazie ai costi ridotti e all’aspetto altamente interattivo apprezzato dagli studenti, i programmi CLE hanno dimostrato la loro validità in numerosi Paesi in via di sviluppo.

“In questa zona l’analfabetismo funzionale costituiva un grave problema”, afferma Glaúcia Rosa Alves, un’istruttrice presso uno dei centri. “Necessitavamo di un metodo economico ed efficace, quando il Rotary giunse in nostro soccorso”.

Dozzine di Rotary club locali ora promuovono e supportano il metodo CLE in Brasile. Il coinvolgimento attivo dei Rotariani locali ha condotto a numerosi progetti non sovvenzionati per attrezzare le scuole con materiale, mense e assistenza sanitaria.

Una delle scuole che ha adottato il metodo è la Sônia Braga Ribeiro, un’oasi in un’area di Contagem dominata dal crimine. Molti studenti provengono da famiglie indigenti che vivono con gli avanzi degli altri.

“Per molti studenti la scuola rappresenta una seconda casa”, sostiene Eduardo Krafetuski, ex governatore del Distretto 4760 e coordinatore del progetto. “Il successo del metodo CLE è dovuto al lavoro in gruppo degli studenti: se uno studente è in difficoltà viene aiutato dai suoi compagni di classe”.

Questo articolo è stato pubblicato la prima volta nel numero di gennaio 2008 di Rotary World .


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